Fanta-antropologia.

C’è una domanda ricorrente, ce la poniamo retoricamente molto spesso: perché gli uomini, intesi come specie, si uccidono tra loro. Perché tutta questa violenza omicida intra-specifica? Dunque, perché le guerre, le distruzioni di massa, il genocidio, l’odio razziale, il classismo, il sessismo, l’omofobia?

Perché un kamikaze si toglie la vita pur di strapparla a molti altri? Perché uno spinge un pulsante della cloche di un aereo e scaglia un bomba che ammazza donne e bambini del paese nemico, torna a casa e si sente un eroe?

Attualmente nel nostro pianeta sono in corso un trentina di sanguinosi conflitti, con tanto di stragi, pulizie etniche, fosse comuni, violenze sulle donne e sui minori. Scorrono paralleli ettolitri di sangue e fiumi di dollari in tecnologie belliche.

Perché siamo gentili con gli animali, quelli che non mangiamo e volentieri invece ammazzeremmo un umano che ci dà fastidio?
Oggi potrebbe esserci una spiegazione. Pare che l’uomo di Neanderthal visse nel Sud Europa almeno fino a 28 mila, e forse 24 mila, anni fa, più a lungo quindi di quanto si pensasse, ed ebbe una dieta varia, facendo inoltre un uso sofisticato di utensili e armi: lo hanno scoperto alcuni scienziati, le cui ricerche sono state riportate on line dalla prestigiosa rivista Nature.

Finora si riteneva che tale specie fosse sopravvissuta in Europa fino all’arrivo dell’uomo moderno, il cosiddetto homo sapiens, circa 30 mila anni fa. Ma nuove scoperte del professor Clive Finlayson del Museo di Gibilterra hanno dimostrato che i due gruppi hanno coesistito in Europa per 4000 anni o più.

”Stiamo dimostrando molto chiaramente che sopravvissero almeno fino a 28 mila anni fa e probabilmente fino a 24 mila anni fa. Questo periodo è significativamente successivo rispetto a quello che si pensava finora”, ha spiegato Finlayson.

L’uomo di Neanderthal fu il predecessore dell’uomo moderno e pare abitò l’Europa e parte dell’Asia centrale e occidentale. Insomma, quello che oggi chiamiamo Medioriente.

Ma in realtà, se queste scoperte sono vere, l’uomo di Neanderthal è stato per un certo periodo, almeno 4000 mila anni, contemporaneo all’homo sapiens. 4000 anni sono un’eternità. Nonostante la loro immagine di selvaggi pelosi con la clava, la ricerca suggerisce che i Neanderthal erano esperti nel fabbricare utensili, usavano pelli di animali per tenersi caldi e si prendevano cura uno dell’altro.

Durante un nuovo scavo nella grotta di Gorham, una ricca fonte di manufatti preistorici a Gibilterra, Finlayson ha trovato un fuoco da accampamento fatto dall’uomo di Neanderthal e resti di utensili, armi di pietra e animali fossili. ”Abbiamo resti non solo di mammiferi che mangiavano ma anche di uccelli…e crostacei, elementi che indicano come la loro dieta non fosse strettamente carnivora”, ha osservato lo scienziato.

La domanda è: l’homo sapiens riconosceva l’uomo di Neanderthal come facente parte della stessa specie? Ha tentato di convivere, di coesistere pacificamente o ha cerato di eliminarlo dalla faccia della Terra? La risposta è forse impossibile.

Ma il non riconoscersi della stessa specie potrebbe aver formato nella mente dell’homo sapiens l’idea che altri uomini fossero semplicemente“ esseri inferiori”?

Tanto da far sopravvivere fino ai nostri giorni l’idea di una superiorità razziale, religiosa, geo-politica? Come potrebbe essere possibile la paura del diverso, la xenofobia, la motivazione psicologica alla eliminazione fisica del nemico, che pervade tuttora le società moderne, senza l’interiorizzazione che uno simile a noi in realtà potrebbe non essere uno di noi? Un ebreo, un nero, un musulmano, un rom, un povero, un immigrato.

Forse l’homo sapiens credeva che l’uomo di Neanderthal fosse un extra-cavernicolo, un pericolo per la purezza della specie.
Fanta-antropologia? Quattromila anni dopo, la Bossi-Fini cos’è, se non fanta-antropologia? E lo scontro di civiltà, che cos’è se non la superstizione dell’eliminazione fisica del problema politico delle diversità tra la specie umana? Beh, buona giornata.

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