Non basta più cambiare canale, bisogna cambiare la tv.

Secondo i dati Auditel, Circus di Canale 5 è andato intorno al 17 per cento, Miss Italia di RaiUno al 21. Poco, pochissimo. Pare che quelli che si occupano di tv non riescono a crederci.

Il fatto è che sembra che il pubblico rifiuta molto più di prima di essere passivo spettatore delle scelte dei palinsesti, infarciti di reality show. E quello che appare è che la nuova stagione dei reality in onda per ora è un fiasco. Secondo Dipollina di Repubblica, mentre “domenica una buona fiction di Italia 1(Doctor House) aveva battuto sia Bonolis che il reality della Parietti, lunedì è stata una serata d´ecatombe, la gente ha cercato rifugio ovunque: perfino nella milionesima replica del Marchese del Grillo con Alberto Sordi, su La7, volato quasi al 6 per cento, un risultato altissimo per la rete.”

Insomma, i reality che non vanno, come dimostra “Unan1mous” con la De Filippi che è stato portato a conclusione in fretta e furia; Bonolis o Parietti non tirano più la carretta come una volta.
Se alla Rai sono un poco frastornati, a Mediaste fanno i furbetti, e diffondono solo i dati d’ascolto della fascia 15-64 anni. Ma questo non salva sempre la situazione degli ascolti, che sono in fuga.

Secondo Dipollina, la sensazione più diffusa è che in tv non c’è niente da vedere.

La realtà è che così come è oggi la nostra tv, pubblica e commerciale, delude gli spettatori e tradisce le aspettative degli inserzionisti pubblicitari. Il duopolio si è avviluppato su se stesso.

Così, se i nodi tardano a venire al pettine, cioè tarda la riforma del sistema televisivo italiano, capace come dovrebbe di permettere l’ingresso di nuovi soggetti, succede che il pettine viene ai nodi, cioè la fuga degli ascolti diventa la giusta e sacrosanta punizione per una tv che sta perdendo il contatto con la realtà.

Il ministro Gentiloni ha promesso una nuova legge entro Settembre. Sarà terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. Cioè tra rendite di posizione, che si annidano sia in Rai che a Mediaset e necessità di cambiare le regole del gioco.

La necessità di un deciso cambio di direzione non è solo più una necessità della politica, dei cittadini, del pubblico: coincide con l’interesse del mercato televisivo. Incredibile, ma vero. Beh, buona giornata.

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4 risposte a “Non basta più cambiare canale, bisogna cambiare la tv.”

  1. sergio ha detto:

    mah, l’abbandono della gente non significa che se domani la tv inizia a mandare qualche concerto o teatro o film decente la gente vi si riversa, il fatto è che la gente è stufa si, ma di tutto e si aspetta oramai (verrà prima o poi) il peggio del peggio, che ne so: stupri in diretta, telecamere nella tazza del wc, esecuzioni di massa e quant’altro.

  2. b ha detto:

    Ci siamo allenati nella “palestra delle giovani menti” creata da “qualcuno”,per abbassare il livello culturale medio, e riuscire così ad ottenere il consenso popolare.Ora ci stiamo svegliando grazie all’esagerazione con cui ci propinano sagre del cattivo gusto e dell’idiozia.Dobbiamo ringraziare l’eccessivo numero di reality proposti da ogni rete, perchè forse solo così gli Italiani,nauseati, riusciranno a riappropriarsi del proprio gusto e della propria capacità di discernere.

  3. anny ha detto:

    C’è un sito dove è possibile trovare notizie senza censure o filtri di alcun genere… Non ha scopi di lucro ma solo il grande desiderio di un risveglio collettivo… Chi crede di avere il “potere” potrebbe accorgersi che siamo noi che glielo permettiamo…
    http://www.cistannomassacrando.biz

  4. Fra ha detto:

    “la gente vi si riversa”

    Intanto è tornata un pò a riversarsi su dei sani telefilm.

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