Figli di genitori minori.

Secondo uno studio condotto tra 2500 operatori turistici in Francia, Stati Uniti, Grecia, Gran Bretagna e Spagna da un’equipe internazionale diretta da Massimo Cicogna, psicoantropologo della Fondazione Ipsa, bambini italiani sono i più maleducati d’Europa.

Disturbano in aereo, in gita scolastica distruggono stanze d’albergo, nei ristoranti schiamazzano e scorrazzano. Nel luglio scorso il comandante di un aereo tedesco che andava a Manchester da Roma ha sbarcato un’intera scolaresca italiana in gita, che rompeva le palle a bordo.

Insomma, i nostri figli sono maleducati, incivili e anche un poco stronzetti. Rispondere “ grazie” per loro è un tabù, mangiare in maniera composta un traguardo inarrivabile, distogliere per un attimo l’attenzione dalla play station per ascoltare l’interlocutore un’impresa ardua, smontare la loro concentrazione su sms e chat a favore dello studio scolastico una battaglia quotidiana, e così via.

Senza contare che la tv ha sostituito il desco: i ragazzini ormai mangiano davanti alla tv, spesso da soli, senza che nessuno si curi di insegnarli non solo come si dovrebbe stare a tavola, ma neppure alcuna cura nel gustare il cibo e men che meno come si prende parte a una conversazione. Del significato dei quello che guardano, manco a parlarne.

Con la forchetta in un mano e il telecomando nell’altra, che volete che venga su? Un tele cafone, un tele troglodita, un tele dispettoso. D’altra parte, che fanno gli adulti: lo stesso, cenano davanti alla tv, con la forchetta in un mano, cercando di togliere ai figli il telecomando con l’altra, dicendogli, con la bocca piena: “Stai composto”.

E tra uno zapping e l’altro, ecco il terzo grado: come è andata a scuola? Che hai fatto? Perché fai questo, che cosa hai fatto? Quello si chiude sulla difensiva. Spesso il dialogo, se di dialogo si può parlare, è in dialetto o peggio in slang: ieri mi sono visto un film (dove, allo specchio, magari sulla fronte). Oppure: domani ci mangiamo una pizza. Come: come si mangiano le parole o peggio le unhie?.

Quando non si parla correttamente, si manca di rispetto all’interlocutore, figli compresi. Dopo aver abbandonato il passato remoto, strangolato il congiuntivo, ecco un’altra vittima del discorso: il riflessivo, come arma impropria del nostro lessico famigliare.

Senza contare gli atteggiamenti stravaccati, privi del senso dell’intimità o della privacy: sbadigli, grattatine impudiche, gestacci, o espressioni scurrili, senza curarsi del fatto che i ragazzini imparano emulando gli adulti, essi ci guardano, prima ancora di ascoltarci.

E allora le cose sono chiare: se i bambini italiani sono i più maleducati d’Europa, secondo voi da chi avranno imparato? Dice, dalla playstation: e chi gliel’ha comperata, abbandonandogliela nella mani, mentre vi facevate smaccatamente i fatti vostri? Dice: dalla tv. Ma davanti alla tv non c’eri pure tu?
Beh, buona giornata.

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Una replica a “Figli di genitori minori.”

  1. Corinzia ha detto:

    Concordo e appoggio la battaglia in difesa della povera lingua italiana che, se da una parte ritengo sia bello che si arricchisca di slang e neologismi, dall’altra ho orrore delle continue mutilazioni cui è soggetta. Tutta colpa dei nuovi media che veicolati dalla nuova ignoranza non fanno che regolare gli errori ufficializzandoli.
    Buona giornata…

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