Il cinico in Erba.

“Azouz è il personaggio del momento e ha un gran futuro”, parola di Fabrizio Corona, fotografo degli scandali, della scuderia di Lele Mora, al centro dell’inchiesta sui presunti ricatti ai vip di cui si è parlato qualche mese fa.

Azouz Marzouk è l’unico superstite della strage della sua famiglia, avvenuta a Erba. Azouz è stato al centro di maldicenze razziste, fino a quando non si è scoperto chi fossero i veri assassini. Azuoz, da vittima sacrificale, si è lentamente trasformato in un personaggio pubblico: intervistato dai giornali, ospite di trasmissioni televisive, fotografato dai paparazzi.

Ora, sembra che un assistente di Corona abbia realizzato un servizio fotografico dei funerali di Raffaella e del piccolo Youssuf in Tunisia. Sembra, anche, che a invitare il vice- paparazzo alla cerimonia funebre svoltasi a Zanghouan, in Tunisia, sarebbe stato proprio Azouz Marzouk.

Il dipendente di Corona avrebbe realizzato in esclusiva un servizio fotografico che comprende anche momenti privati della famiglia Castagna durante la permanenza nel paese tunisino, comprese le ore di raccoglimento durante la veglia funebre nell’abitazione dei genitori di Azouz. Si parla si un compenso di 15 mila euro, che però viene smentito, come sempre accade in queste situazioni, tanto per renderle ancora più scabrose.

Carlo Castagna, il padre di Raffaella, ha reagito subito: ha diffidato Fabrizio Corona dal diffondere le immagini riprese in esclusiva alle esequie della figlia e del nipotino. Corona a sua volta ha precisato che ha ricevuto il permesso all’esclusiva a titolo gratuito e solo per quanto riguarda l’immagine di Azuoz Marzouk. Di cui alla cinica dichiarazione che val la pena,( pena, appunto), riportare di nuovo: “Azouz è il personaggio del momento e ha un gran futuro”.

Che uno pensi al futuro, proprio mentre non ha ancora finito di “seppellire” il proprio tragico passato recente è semplicemente cinismo allo stato puro. Aver voglia di avere un teleobiettivo sul viso rigato dalle lacrime è una scelta personale, e come tale è di personale responsabilità: ne risponda Azuoz al suo dolore, alla memoria dei suoi cari, così come si è trovato a doverne rispondere allo sdegno di Carlo Castagna. Noi militiamo dalla parte di questo sdegno, anche perché abbiamo militato dalla parte della compostezza e del senso della misura di questo uomo, durante l’orribile svolgersi dei tragici fatti di Erba.

Non ci sono ingranaggi perversi cui uno non sappia sottrarsi, se preferisce essere una persona. Se invece vuole diventare un personaggio, allora fa quello che sta facendo Azouz, a cui i media stanno insegnando una regoletta semplice-semplice: tutto fa spettacolo, bellezza.

Non si può impedire a Azuoz di fare quello che vuole, non si può impedire al fotografo di fare un accordo di esclusiva, non si può impedire a un talk show di fare di Azouz un personaggio, non si può impedire a un rotocalco di acquistare le foto e pubblicarle. Il pubblico è adulto e sa giudicare.

Anche se un modo per dissuadere che questo cinico commercio dei dolori dell’animo abbia successo, in effetti, ci sarebbe. Giorni fa al Grande Fratello, nella sua versione inglese, una concorrente ha insultato, con epiteti razzisti, una modella indiana. Ne è nata un polemica che ha raggiunto anche la diplomazia tra la Gran Bretagna e l’India. Lo sponsor del programma trasmesso da Channel Four ha minacciato di ritirare l’investimento.

Ecco, se gli inserzionisti pubblicitari disinvestissero i loro budget nella tv trash e nella stampa scandalistica, forse a nessuno verrebbe in mente di organizzare messinscene ciniche come quella di cui stiamo parlando.

Non si tratta di moralismo, né di censura preventiva, ma di quel minimo di responsabilità sociale, che farebbe bene alla reputazione dei marchi e dunque alla pubblicità. E molto male alla cronica mancanza di scrupoli, che vorrebbe essere l’ingrediente fondamentale del successo nel mondo dello show biz.
Beh, buona giornata.

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