Pacs lateranensi.

Preoccupati che il Capo dello Stato desse troppo ascolto alle gerarchie ecclesiastiche sui Pacs, l’Unione degli atei italiani ha chiesto un incontro al Quirinale, sostenendo che”cercare un dialogo con le alte gerarchie della Chiesa, che più volte hanno definito le proprie opinioni in materia «principi non negoziabili», appare ai laici italiani un’impresa destinata ad avere scarso successo.” Neanche si fossero messi d’accordo prima, con un tempestività “diabolica” la Cei replica: “una legge sulle coppie di fatto è superflua”. I vesco ricordano che “di fronte alle accuse di indebita ingerenza nell’attività legislativa, anche per ciò che concerne il riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, al riguardo la Chiesa non può rimanere indifferente e silenziosa”.

Per una volta, il diavolo e l’acqua santa nello stesso momento. Il presidente aveva, con molta cortesia detto che sui Pacs si poteva arrivare a una soluzione, “una sintesi” l’ha definita, in modo da conciliare la posizione della Chiesa e quella dello Stato.
Ma la Chiesa non ci sta e spara ad alzo zero, proprio come quel cannone che aprì la famosa breccia di Porta Pia. La Chiesa non gira l’altra guancia, anzi, fa la faccia cattiva, addirittura minacciosa.
Al nuovo Papa, che pure il presidente Napolitano aveva detto, cortesemente che ne avrebbe ascoltato le inquietudini, i Pacs proprio non gli vanno giù. Lo Stato italiano è laico, c’è pure scritto nella Costituzione. Ma quelli niente, come se la Breccia di Porta Pia non si fosse mai squarciata.

Eppure lo sappiamo tutti che è giusto che si permetta la legalità alle coppie di fatto, che un diritto non è un obbligo, ma una opportunità di rendere equa e solidale la posizione di fatto davanti alla Legge. Ma monsignor Giuseppe Betori è irremovibile: per quanto riconosca leggere sfumature tra i vescovi italiani, dice che “c’è fondamentale unità sul ‘no’ a qualunque riconoscimento giuridico alle coppie di fatto”.

E non volevano la pillola, e ancora vietano il preservativo, nonostante l’Aids, e non volevano il divorzio e neanche l’aborto. Andarono allo scontro e persero i referendum. Oggi lo minacciano. Cattolici o atei, siamo cittadini: i diritti non sono una partita tra scapoli e ammogliati.
Caro Presidente, se lei cercava una sintesi, beh la sintesi adesso ce l’abbiamo. Vogliono la guerra? E Pacs sia. Beh, buona giornata.

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