Prodi, la nuova star di Bollywood.

Mentre in Italia siamo alle prese con le baruffe chiogiotte, anzi vicentine e mentre armi arrugginite vengono trovate in una cascina scarupata, tanto per dare un senso al confessionale di un reality- show sull’efficienza dei nostri servizi interni, della serie uno schiaffo per farli parlare, quattro per farli star zitti, che si son dichiarati prigionieri politici prima che la polizia gli suonasse alla porta, così da fare i fighi del bigonzo, e andare in “nomination” all’”Isola degli Storditi”, mentre appunto succedevano tutte queste cose, qualcuno stava facendo l’indiano. In India.

E così è nata l’alleanza economica India-Italia. Che ha anche dato il nome al documento conclusivo del primo ‘Ceo Forum’ italo-indiano, il board dei principali imprenditori dei due Paesi, lanciato nel luglio scorso dal presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e da Ratan Tata, patron dell’omonimo gruppo automobilistico. “Questo forum produrrà grandi risultati”, ha dichiarato Montezemolo al termine della riunione durata oltre tre ore.

Il documento, sottoscritto da tutti i protagonisti, è stato poi consegnato ai due capi di governo, Romano Prodi e Manmohan Singh. Per l’Italia si tratta di un fiore all’occhiello nelle relazioni con l’economia indiana: finora infatti Delhi ha sviluppato una simile iniziativa solo con gli Stati Uniti. Al summit dei Ceo (chief executive officer), che in italiano si traduce amministratori delegati, che ha concluso la missione imprenditoriale del sistema Italia in India, hanno partecipato, sul versante italiano, anche Corrado Passera di Intesa SanPaolo, Pasquale Pistorio come presidente onorario di STMicroelectronics, il patron della Piaggio Roberto Colaninno, l’amministratore delegato di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini, l’ad di Generali Sergio Balbinot, Andrea Pininfarina, Fabrizio Di Amato di Maire Tecnimont, Daniel Winteler di Alpitur.

Insomma se i nodi della globalizzazione del nostro sistema industriale non sono riusciti ad andare al pettine durante il governo Berlusconi (e come avrebbero potuto!?) è il pettine che è venuto ai nodi: invece che farfugliare di dazi e misure protezionistiche, le aziende italiane si sono tirate su le maniche, e hanno preso a pedalare. Appresso al ciclista Prodi. Beh, buona giornata.

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