Ora o “mais” più.

La cosa peggiore che Al Gore poteva fare a Bush, che gli scippò la Casa Bianca nel 2000, grazie a trucchi elettorali escogitati dal fratellino Jeb, governatore della Florida, è dire la verità sul futuro energetico del pianeta.

E’ una “scomoda verità”, che rende ridicoli, nonostante la ferocia delle guerre fin qui scatenate, i piani militari della Casa Bianca, alla disperata ricerca del possesso diretto dei pozzi di petrolio.

Al Gore ha detto che biocarburanti rappresentano l’unica soluzione possibile per ridurre le emissioni causate dalle tonnellate di carburanti utilizzate in tutto il mondo per i mezzi di trasporto.

Non lo ha mandato a dire attraverso il film, “Una scomoda verità”, con il quale ha vinto recentemente due Oscar. Lo ha detto di persona, intervenendo a Bruxelles ai lavori del ‘World Biofuels Markets’.

Parlando a braccio ad una platea da cui erano rigorosamente esclusi gli organi di stampa, l’ ex vicepresidente Usa dell’Amministrazione Clinton ha impressionato con le sue argomentazioni.

“Ci ha fatto abbastanza paura” ha detto uno dei presenti all’Ansa “diventa imperativo agire entro i prossimi cinque anni”. Seconda Al Gore, allo stato attuale c’é un 90%, 99% di possibilità che le emissioni di CO2 continuino ad aumentare. “Siamo come un malato a cui un medico diagnostica la possibilità di avere nel 90 %, 99% dei casi, un infarto”, ha detto. Al Gore si è spinto a sostenere che il problema assume una particolare gravità perché, se un tempo le variazioni avvenivano nell’arco di una generazione, ora si producono nel giro di mezza generazione, e questo ridotto spazio temporale non da molte possibilità di intervento.

I 1300 partecipanti provenienti da 54 paesi, che partecipano al ‘World Biofuels Markets’, convocati per sviscerare i più svariati aspetti legati al mondo dei biocarburanti (da una visione del mercato globale, allo sviluppo dell’industria, alle opportunità finanziarie e di investimento, ad aspetti squisitamente tecnici) sembra siano riamasti sotto shock.

E’ uno stato d’animo assolutamente condivisibile. Le ultime guerre scatenate dai Bush, che col petrolio hanno fatto fortuna, si stanno dimostrando sanguinose, dispendiose, sia in termini umani che finanziari.

Fanno male anche alla coscienza, e attentano alla nostra idea di libertà e giustizia, come dimostra l’emozione provocata dalla cattura del reporter Mastrogiacomo, di cui attendiamo con trepidazione notizie tranquillizzanti.

Il tutto per una maledetta una fonte di energia come il petrolio, capace di provocare un collasso al pianeta, in un arco di tempo inferiore al tempo previsto dai generali per vincere le guerre in Iraq e in Afghanistan o a quella che sta progettando il Pentagono contro l’Iran. Senza contare che ci sono due tecnici italiani dell’Eni, ancora ostaggi di una formazione militare nel Delta del Niger, che rivendica una migliore redistribuzione dei proventi dello sfruttamento del petrolio.

Solo ieri Parlamento italiano ha stanziato molti altri milioni di euro per finanziare le missioni militari nell’area geopolitica tra le più ricche di petrolio del pianeta.

Il fatto che proprio un leader statunitense sia venuto a dimostrare che tutto questo è inutile, dannoso e dannatamente molto pericoloso, fa davvero un certo effetto. Effetto serra, appunto. Beh, buona giornata.

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2 risposte a “Ora o “mais” più.”

  1. Buno Fontanesi ha detto:

    Bello.
    Riprendo la metafora del malato a rischio d’ infarto, riproponendola così:
    “Siamo come un malato a cui il medico abbia diagnosticato una cirrosi epatica in stadio avanzato.
    Ma che non per questo smetterà di bere.
    Perchè è un alcolizzato, e questa è la sua vera malattia”.

    Esattamente come l’ attuale società, alcolizzata dal petrolio.
    Per cui mi chiedo:
    Se anche si generasse un cambio ai vertici, quanto può una politica anche “illuminata” svincolarsi dagli interessi ( malati ed alcolizzati ) di questo sistema economico ( e mi riferisco alle Banche, alle Multinazionali, alle Corporations ) basato proprio sull’ estirpazione di qualsiasi “eticità” ???
    http://brunotto588.blog.espresso.repubblica.it/il_linguaggio_dimenticato/2007/03/il_tallone_d_ac.html

    Bruno.

  2. giuseppe ha detto:

    L’effetto-serra non è la causa delle catastrofi climatiche così come Al-Qaeda non è autore degli attentati dell’11 settebmbre. Il “Global Warming”, il Riscaldamento Globale è di origine naturale e connessa ai cicli solari.
    A riprova di ciò vi sono le evidenze scientifiche che rivelano che è in atto un fenomeno simile anche su Marte, Giove e Plutone: http://www.nexusitalia.com/nexus_new/index.php?option=com_content&task=view&id=944&Itemid=100.
    Le catastrofi climatiche cui assistiamo sempre più di frequente invece sono frutto di manipolazioni militari del clima realizzate tramite HAARP, il megariscaldatore ionosferico situato in Alaska.
    Provate a digitare la parola HAARP su Google e vedete che ne viene fuori….
    Scommetto che la prossima mossa di coloro che tirano i fili di questi Neo-crociati che dicono di combattere l’effetto serra sarà quello di proporre la diffusione delle colture OGM “per salvare il pianeta”.
    E scommetto che verrà inventata una nuova varietà di mais capace di crescere in condizione semi-desertiche.
    La desertificazione avanza in Italia e in tutto il mediterraneo e l’incombente siccità e solo l’inizio di un processo catastrofico.
    La causa di ciò è da ricercare nell’Operazione Chemtrails, ovvero Scie Chimiche, operazioni di aereosol clandestino compiute da aerei militari in tutti i paesi NATO che va avanti da diversi anni: http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Search&testo=scie+chimiche&tipo=testo
    http://www.sciechimiche.org
    E’ in atto una guerra nascosta combattuta con armi invisibili e l’effetto-serra è l’utile quanto inesiste nemico artificiale a cui attribuire tutte le calamità che invece, ripeto, sono da considerarsi letali azioni belliche a tutti gli effetti.

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