Ascoltando Patrizia (e Silvio).

di Antonio Massari-L’espresso.

Le registrazioni degli incontri con il premier fatte dalla escort D’Addario a Palazzo Grazioli. La prima festa a metà ottobre e poi la notte trascorsa assieme il 4 novembre 2008. Ecco le prove che la donna che ha chiamato in causa il presidente del Consiglio dice la verità

Patrizia D’Addario e Silvio Berlusconi Dalle presentazioni con i nomi di fantasia, come Alessia o Clarissa, all’appuntamento post doccia nel “letto di Putin”, ai resoconti della serata con Giampaolo Tarantini, a quel “ciao tesoro” telefonico con il quale, Berlusconi, la congeda prima di partire per Mosca.

Gli incontri tra il presidente del Consiglio e l’escort Patrizia d’Addario sono rimasti impressi nei nastri che oggi L’espresso è in grado di rivelare in esclusiva.

Questi nastri rappresentano la prova che gran parte delle affermazioni, rilasciate dalla escort barese nelle sue interviste, nonché dinanzi ai magistrati, sono vere, e confermate dagli audio che lei stessa ha registrato a Palazzo Grazioli.

Siamo a metà ottobre 2008 e i nastri riportano “l’anticamera” delle ragazze, che attendono di essere accompagnate dal premier, annunciato come un “presidente un po’ allegro, che dice qualche barzelletta e canta”. Le ragazze chiedono se potranno cantare con lui. Poi si passa alle presentazioni. Il premier le approccia attraverso un cordiale “Ciao, come va?” e un galante complimento alla loro bellezza. Le donne sono altrettanto cordiali, ma parecchio imbarazzate. Almeno finché non si rompe il ghiaccio, quando esclamano, ridendo all’unisono: “Siamo tutte vestite di nero”. Berlusconi commenta compiaciuto, spiegando d’aver fatto confezionare abiti particolari per un teatro, e suscitando così la curiosità delle donne.

È questa, quindi, la prima volta di Patrizia d’Addario a Palazzo Grazioli. Quella prima volta di “metà ottobre”, durante la quale la escort decise di non restare con il premier. Dai nastri spunta un’altra conferma della sua versione: sentiamo la d’Addario che, sollecitata dalle domande di Berlusconi, parla al premier del suo intento di portare a termine un’operazione immobiliare.

Nelle cassette, però, è rimasta impressa anche la nottata trascorsa da Patrizia, a Palazzo Grazioli, circa due settimane dopo. E’ il 4 novembre. Quella sera Barak Obama diventava presidente degli Stati Uniti. Nelle stesse ore il premier invitava la d’Addario a infilarsi, dopo la doccia, nel letto di Putin, dove lui l’avrebbe raggiunta poco dopo, mentre scorre la colonna sonora del musical “Scugnizzi”, che nei nastri si conclude con un paradossale refrain di “zoccole, zoccole, zoccole”.

Berlusconi sapeva che la d’Addario si stava prostituendo? Dai nastri è impossibile stabilirlo, ma c’è un particolare che induce a riflettere, e riguarda la telefonata tra la d’Addario e Giampaolo Tarantini all’indomani della nottata trascorsa con il premier: “Non mi ha dato nessuna busta”, dice Patrizia a “Giampi”. E Tarantini risponde: “Veramente?”. Il suo tono lascia intendere una profonda sorpresa. Anche se il dialogo riprende più serenamente, quando Patrizia dice d’aver ricevuto dal premier la promessa di un aiuto “sul cantiere”: “Ci devo credere?” chiede Patrizia. “Se lo dice lui…”, risponde “Giampi”. Poco dopo il cellulare squilla ancora: è Berlusconi a chiamare Patrizia, spiegandole che ha dovuto tenere un discorso, peraltro riuscito benissimo, e che sta partendo per Mosca. (Beh, buona giornata).

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