Abbassiamo i ”Tony”.

Dà fastidio che una campagna tedesca, per un grande store di elettrodomestici, prenda in giro lo stereotipo dell’italiano emigrato all’estero.

La campagna si svolge in un negozio, nel quale vengono proposti sconti per l’acquisto di televisori di ultima generazione, in occasione di euro 2008, i campionati europei di calcio.

“Tony, l’italiano” appare furbastro, piacione, paraculo e maschilista. Scandalo. Ma quale scandalo? Hanno fatto una macchietta, niente affatto lontana dalla realtà. Ce la potevamo fare da soli, dimostrando un poco di intelligente autoironia.

E invece, solleviamo gli scudi. Come se questa innocua critica agli italici costumi non fosse molto, molto vicina ai comportamenti nostrani, a casa e all’estero.

Lasciamo che la pubblicità faccia i suoi giochi, innocui e beffardi. Certo, dà fastidio essere trattati come una categoria grottesca. Soprattutto in un periodo in cui va di moda (orribile dictu) trattare qui da noi le altre nazionalità, che da noi vivono e lavorano, in modo sufficiente, spesso denigratorio, per non dire offensivo e spesso xenofobo. Ma queste sono cose della politica, non ancora della pubblicità. La qual cosa si spera non avvenga mai.

E allora, suvvia: abbassiamo i “Tony”. Beh, buona giornata.

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