In Italia i poveri non hanno avvocati che possono evocare il leggittimo impedimento, chiedere il processo breve, farsi approvare leggi ad personam, andare in tv ad accusare le toghe rosse. I poveri non possono evitare i processi, vanno in carcere. A volte ci crepano, ma non fanno scandalo come per i ricchi: solo quattro righe in cronaca. Alla faccia del principio costituzionale di uguaglianza di fronte alla Legge.

Detenuto morto, assolti 12 medici-corriere.it
Francesco Marrone era entrato in coma per tumore al cervello. I familiari: ritardo nel ricovero al Pertini
ROMA – Sono stati assolti con la formula «perchè il fatto non sussiste» i dodici medici del carcere romano di Rebibbia, tra cui l’allora direttore sanitario Sergio Fazioli, sotto processo per rispondere della morte di Francesco Marrone, detenuto di Petrosino (Trapani), trovato senza vita nel 2004 nel penitenziario capitolino. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico, Gennaro Romano; il pm aveva chiesto condanne comprese tra i nove mesi e i quattro mesi di reclusione per solo sei degli accusati. Omicidio colposo, l’accusa per la quale è stato celebrato il processo.

RICOVERATO AL PERTINI – Francesco Marrone, dopo un periodo di detenzione nel carcere dell’Ucciardone di Palermo, per una condanna a 4 anni e 9 mesi per l’omicidio dei genitori dell’ex compagna, era stato trasferito a Rebibbia. Lo stato di salute del carcerato aveva indotto poi i responsabili dell’istituto di pena a disporne il ricovero all’ospedale Pertini di Roma. Per i familiari dell’uomo, però, la decisione era stata intempestiva; da qui, la denuncia e il successivo processo ai dodici medici, oggi assolti. «Stava male da tempo – raccontò all’epoca il fratello della vittima, ex agente di polizia penitenziaria – eppure le autorità carcerarie ne hanno disposto il trasferimento in ospedale solo dopo che è entrato in coma per un tumore al cervello». Giudizio condiviso dalla procura capitolina che aveva contestato ai medici «di non avere prestato le necessarie cure ed avere certificato che il paziente simulava uno stato di incoscienza» (Fonte Ansa). (Beh, buona giornata).

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2 risposte a “In Italia i poveri non hanno avvocati che possono evocare il leggittimo impedimento, chiedere il processo breve, farsi approvare leggi ad personam, andare in tv ad accusare le toghe rosse. I poveri non possono evitare i processi, vanno in carcere. A volte ci crepano, ma non fanno scandalo come per i ricchi: solo quattro righe in cronaca. Alla faccia del principio costituzionale di uguaglianza di fronte alla Legge.”

  1. Antonio ha detto:

    Ma i poveri non hanno nemmeno i soldi per pagarsi anni ed anni di avvocati per poi vedersi assolti,dopo aver perso anche la faccia. W il processo breve!

  2. tool ha detto:

    good start

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