Il pasticcio delle elezioni: nessuno sa che fare. La democrazia italiana è nei guai, per colpa di chi l’ha messa nei guai, ma non ha neppure il coraggio di riconoscerlo apertamente.

ROMA (Reuters) – Dopo un’incontro al Quirinale di oltre un’ora tra il capo dello Stato e il premier Silvio Berlusconi per cercare soluzioni legislative alla mancata ammissione di alcune liste del Pdl in Lazio e Lombardia alle elezioni regionali di fine marzo, slitta a domani un Consiglio dei ministri straordinario inizialmente annunciato per questa sera.
Lo riferiscono fonti governative, dopo che nel pomeriggio esponenti dell’esecutivo non avevano nascosto la possibilità che per sanare il problema liste si potesse far ricorso a un decreto legge e che tra le ipotesi vi fosse il rinvio della data delle elezioni, al momento previste per il 28 e il 29 marzo.

“Stasera non si fa, forse domani pomeriggio”, ha detto la fonte governativa a Reuters, riferendosi alla riunione del Cdm.

In una nota emessa al termine dell’incontro al Quirinale, il Colle fa sapere che Giorgio Napolitano, oltre al premier, ha visto stasera anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Nessuna dichiarazione né dal Quirinale né dal governo sui contenuti dell’incontro, mentre Berlusconi, rientrato a Palazzo Chigi, ha tenuto un vertice con alcuni ministri e Letta.

La posizione di Napolitano è cruciale perché il presidente si troverà a controfirmare l’eventuale decreto e un suo parere negativo creerebbe una frizione istituzionale della quale il governo non ha bisogno in un momento di tale caos.

In queste ore nella maggioranza si cita il precedente storico di un decreto legge varato dal governo Dini nel 1995 che consentì di prorogare di 56 ore i termini per la presentazione delle liste per le elezioni regionali.

C’è poi da considerare l’atteggiamento dei partiti di opposizione. Il centrodestra, dicono gli osservatori, ha i numeri per approvare a maggioranza in Parlamento un provvedimento d’urgenza che consenta in qualche modo di far rientrare in gara le liste escluse ma farlo a colpi di maggioranza potrebbe essere un boomerang in campagna elettorale.

D’altro canto, la reazione del numero uno del Pd Pierluigi Bersani oggi è stata netta già solo all’ipotesi di un decreto. “Qualsiasi intervento d’urgenza in materia elettorale in corso d’opera sarebbe totalmente inaccettabile”, ha detto a Napoli. (Beh, buona giornata).

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