Drammi di ordinaria disoccupazione nell’Italia berlusconista.

Uccide due ex datori di lavoro e si suicida. Era stato licenziato sei mesi fa- iltirreno.it

MASSAROSA (Lucca) – Sei mesi fa era stato licenziato dall’azienda per cui lavorava come rappresentante. Oggi pomeriggio è tornato e ha ucciso l’amministratore delegato e il responsabile delle vendite all’estero della ditta, poi si è tolto la vita. L’assassino si chiamava Paolo Iacconi e aveva 51 anni. Le vittime sono Luca Ceragioli, 48 anni, e Jan Frederik Hillerm, 33 anni. Quest’ultimo, tedesco residente ad Altopascio, era da venti giorni padre di una bambina.

L’uomo si è presentato nella sua ex ditta, la Gifas-Electric di Massarosa (Lucca), per un appuntamento con la direzione. Oggetto dell’incontro, secondo indiscrezioni, la richiesta di discutere di un’eventuale collaborazione con i suoi ex datori di lavoro, anche se potrebbe essersi trattato solo di un pretesto. In base a una prima ricostruzione, dopo aver preso un caffè con le vittime nell’ufficio dell’amministrazione, Iacconi ha esploso quattro o cinque colpi di pistola – probabilmente una calibro 7.65 tirata fuori dalla borsa – uccidendole, e poi si è barricato nella stanza dando fuoco a una parte dell’ufficio con la benzina che aveva portato con sé in una bottiglietta. All’arrivo della prima volante e della prima pattuglia di carabinieri l’uomo ha rivolto la pistola contro di sé e si è sparato alla testa.

“Quando è entrato sembrava sereno. Poi, dopo un po’, ho sentito gli spari”. Così un impiegato della ditta racconta quanto avvenuto. L’uomo ha spiegato che oggi pomeriggio Iacconi aveva un appuntamento in azienda: “Ci siamo salutati, pareva tranquillo. Poi è entrato negli uffici della direzione, mentre io sono rimasto nella mia stanza. Niente faceva pensare cosa sarebbe successo. Dopo un po’ ho sentito gli spari. Ho avuto paura, non ho capito cosa stesse succedendo: sono corso fuori a dare l’allarme”. Eventuali discussioni per motivi di lavoro, sempre secondo indiscrezioni, Iacconi li avrebbe avuti anche con un terzo dirigente dell’azienda che, però, oggi pomeriggio non era nella sede della Gifas.

Iacconi viveva a Sacile, in provincia di Pordenone. Fino a circa un anno fa era rappresentante dell’azienda in Trentino Alto Adige. Abitava da solo, nella stessa palazzina in cui vivevano i genitori e la sorella, che in serata sono stati ascoltati dalle forze dell’ordine per ricostruire i suoi ultimi movimenti prima della partenza per Massarosa. Pare che in passato avesse sofferto di problemi di salute e in quei frangenti proprio Ceragioli era andato a trovarlo per portargli un po’ di conforto. L’omicida-suicida non avrebbe lasciato biglietti.

I dipendenti della Gifas, in particolare i 4 o 5 del settore commerciale che si trovavano negli uffici attigui a quello di Ceragioli, sono fuggiti quando hanno udito i primi colpi di pistola. Lo conferma Massimo Bianchi, uno di loro, che ha cercato di dare l’allarme e di far uscire tutti gli operai.

“E’ la più grossa tragedia che abbia mai colpito il nostro Comune – ha detto il sindaco di Massarosa Franco Mugnai – Siamo sotto shock. Mi hanno subito informato di quello che era successo alla Gifas, un’azienda che conosco, una realtà importante per il nostro territorio. Costruisce quadri elettrici per le navi. E’ un’azienda giovane. La crisi certo si fa sentire ma nel nostro territorio a parte la cantieristica navale il settore più in sofferenza è quello legato agli stagionali del turismo”. (Beh, buona giornata).

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