La giunta Alemanno e la “fascistopoli” romana: al signor Riccardo Pacifici non viene in mente di aver frequentato “politicamente” pessime compagnie, e male esserne stato infine ripagato?

La “fascistopoli” dell’Atac e dintorni, grazie al metodo di governo del sindaco Alemanno ha fatto venire fuori non solo rigurgiti di clientelismo degni della peggiore Democrazia Cristiana
(da Petrucci a Giubilo, passando per lo Squalo, il Luparetta e compagnia cantando), ma anche la schiumetta dei fascistelli attempati, che collocati nelle aziende municipalizzate si credono
ancora di essere adepti di Pino Rauti, mentre semmai sono i raccomandati di Isabella Rauti, la moglie del Sindaco.

In tutto questo lezzo, sono saltati alla luce scherzi e lazzi antisemiti che Roma, medaglia d’oro della Resistenza, proprio non merita prima ancora che proprio non può sopportare: la deportazione e lo sterminio degli ebrei romani, rastrellati al Ghetto dai nazisti con la complicità dei fascisti, è una tragedia che non appartiene solo alla Comunità Ebraica romana, ma a tutta Roma e ai suoi cittadini, all’Italia e agli italiani, all’Europa e a tutti i cittadini d’Europa. E al Mondo e a tutte le generazioni degli esseri umani su questo Pianeta.

La Comunità Ebraica di Roma ha il diritto di eleggere i suoi rappresentanti. Le simpatie politiche di Riccardo Pacifici sono un suo problema, potrebbero anche essere un problema della Comunità che lo ha nominato.

Ma questi sono problemi che sapranno risolvere tra loro. Quello che però è giusto è chiedere al signor Pacifici come ha potuto credere, come persona e come nominato dalla sua Comunità di essere disponibile alla benevolenza di chi è antisemita puro, dimenticando che le Leggi Razziali colpirono anche gli ebri fascisti.

Questo lo deve a tutti noi, che non siamo membri della Comunità Ebraica, né della Chiesa Cattolica, né convertiti all’Islam, e neppure buddisti, e neanche Protestanti, e magari neppure credenti, lo deve a tutti coloro che non possono tollerare alcuna discriminazione politica, religiosa, razziale, non fosse altro perché è sancita dalla Costituzione della Repubblica italiana.

Al signor Riccardo Pacifici non viene in mente di aver frequentato “politicamente” pessime compagnie, e male esserne stato infine ripagato? Beh, buona giornata.

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