3DNews/La lezione di Milo Manara : “ Sexy i miei disegni ? No, erano porno. All’inizio bisogna sbagliare e copiare “

Camelia, di Milo Manara.

di Lorenza Fruci

Mentre molti giovani fumettisti italiani lasciano il nostro Belpaese per andare a trovare fortuna in Francia, dove c’è un corso di storia ed Estetica del Fumetto nella prestigiosa università la Sorbonne di Parigi, in Italia si cerca di recuperare il gap con un corso sui fumetti all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

“Lezioni di Fumetto: 8 lezioni-dialogo tra un autore, un giornalista, un editore” si chiama ed è un ciclo di otto incontri con i più grandi disegnatori di fumetti italiani intervistati da Luca Raffaelli, il critico di fumetti di Repubblica, e Francesco Coniglio, noto editore talent scout. Domenica 20 Novembre si è tenuta la lezione di Milo Manara che ha raccontato e svelato molti dei segreti della sua arte divenuta professione.

La sala era piena di appassionati, giovani aspiranti disegnatori, feticisti del fumetto e addetti ai lavori come Stefano Disegni. Attraverso proiezioni di immagini delle sue tavole si è ripercorsa la sua vita che lo vede nascere come Maurilio a Luson, Bolzano, nel 1945 e lo rende conosciuto soprattutto come il disegnatore delle “donnine”, cioè di “quel fumetto” Manara ha voluto specificare “chiamato sexy, ma che in realtà era porno”.

E’ stato uno studente d’arte a Venezia, ma soprattutto un contestatore e “sessantottino tipico” come ha amato definirsi. Della sua storia ha ricordato i momenti chiave, come per esempio il primo importante incontro per la sua carriera, avuto con Walter Molino sulla porta della Casa Editrice Universo a Milano quando era un giovanotto di tante speranze che stava facendo il giro degli editori per proporre le sue prime tavole. Molino gli disse di insistere e lo spronò ad andare avanti; “se non avessi avuto questo primo incoraggiamento, forse avrei mollato” ha confessato Manara.

Poi un’altra svolta grazie alla complicità di Mario Gomboli che lo sponsorizzò per Genius alla fine degli anni ’60 facendolo passare per disegnatore professionista anche se ancora non lo era. Altro momento importante della sua vita professionale fu la collaborazione con il Corriere dei Ragazzi insieme a Mino Milani: avevano una rubrica dove riproponevano i grandi personaggi della storia che proiettò Manara verso l’estero e gli aprì le porte dell’editoria straniera. Iniziò con Larousse e proseguì con altre case editrici, tanto che, ad un certo punto, realizzò di aver bisogno di un agente e contattò Luca Staletti, il promotore dei più grandi autori del fumetto europeo, altra persona fondamentale nella sua carriera.

E poi gli omaggi al suo maestro H.
Manara si è raccontato attraverso dei momenti chiave della sua vita, fatti soprattutto di incontri, di persone che hanno creduto in lui, di amici che lo hanno spronato ad andare avanti. “Provateci” è il messaggio che Manara ha lasciato ai ragazzi che in sala gli chiedevano come fare a tentare la sua strada, “anche se oggi è più difficile perché gli editori non investono in giovani autori e soprattutto non ci sono più le riviste che davano visibilità ai nuovi disegnatori.

Oggi c’è internet, che è una vetrina, anche se non dà retribuzione”. Ma più che queste parole conclusive dell’incontro, il messaggio più importante che Manara ha voluto comunicare l’ha espresso alzandosi in piedi durante l’intervista e mostrando al pubblico cosa tiene in tasca: una gomma da cancellare. “La porto sempre con me, come un amuleto, per ricordarmi che si può sempre sbagliare.

Questa è la legge numero uno da tenere sempre in mente”. La seconda è quella che autorizza a “copiare”, almeno all’inizio così come ha fatto lui ispirandosi ai tratti di Crepax per le donnine e ai neri di Hugo Pratt per esempio; “poi si trova il proprio stile” ha aggiunto. Dunque i segreti del suo successo svelati per la platea dell’Auditorium sono stati “sbagliare e copiare” che, a pensarci bene, non sono leggi per perdenti? Non a caso uno dei suoi personaggi più famosi è Giuseppe Bergman…

3DNews, Settimanale di Cultura, Spettacolo e Comunicazione
Inserto allegato al quotidiano Terra. Ideato e diretto da Giulio Gargia
In redazione: Arianna L’Abbate – Webmaster: Filippo Martorana

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