3DNews/AZZURRO NAPOLI, LO SCIPPO DELLE MERAVIGLIE.

di Antonio Mango

“Una pura coincidenza”, ha dichiarato il questore di Napoli Merolla. Il fatto che siano stati colpiti in sequenza i tre delle meraviglie –Cavani, Hamsik, Lavezzi- fa parte del caso. Per la verità ai “tenori” va aggiunto anche il “posteggiatore” Aronica, di professione difensore di fascia sinistra, che pure aveva subìto il furto della Fiat 500 della sua compagna. Tutto, grado della violenza e valori scippati, in proporzione alla destrezza dei piedi.

Il day after è quello del dibattito superfluo: la violenza urbana è la stessa dappertutto, anche a New York, anche a Roma, anche a Milano ecc. e via globalizzando scippi, rapine e furti.

De Laurentiis addirittura consiglia: “Cara Yanina (fidanzata del Pocho, ndr), non sei abbastanza napoletana, ma come ti viene di questi tempi di uscire all’una di notte col Rolex al polso?”.

Avanzano, però, anche le congetture giornalistiche (e non solo). La Procura di Napoli ha riunito in un unico fascicolo i quattro colpi messi a segno ai danni del trio delle meraviglie e del difensore in cinquecento, pur affermando che non esiste alcun elemento che faccia pensare ad una strategia criminosa.

Nel blob televisivo locale di commenti sportivi l’argomento fa il suo ingresso tra veline da avanspettacolo, giornalisti tifosi e procuratori opinionisti (sic). Tutti i parlanti (perché le ragazze pon pon non parlano) sono per lo scippo uguale dappertutto. Intervistati sugli schermi di una nota emittente napoletana, a supporto della teoria egualitaria, uno scippatore e il questore.

Però. Non si può dire, ma si pensa. Vuoi vedere che le tre coincidenze, anzi i tre indizi, fanno una prova? Prova a dirla tutta un conduttore tv fuori dal coro, secondo cui c’è una chiave di lettura malavitosa-politica (il sindaco come obiettivo, per la sua vicinanza ad Aurelio de Laurentiis e per il rifacimento dello stadio) oppure un’altra più terra terra (il calcio scommesse contro giocatori “insensibili” alla chiamata). Insomma, non si tratterebbe di coincidenze.

Aggiungiamo noi: e se l’obiettivo fosse proprio la società? Il suo patrimonio di top-player da mandar via per destabilizzare l’ambiente? Tutto è già successo nella storia inquieta e bombarola del Napoli. Nel lontano 1982 un piper sorvolò il San Paolo con la scritta “Ferlaino via”, con relativo esplosivo fatto brillare all’ingresso del suo palazzo in via Crispi. Si voleva spingere il presidente a cedere la società. La Procura attribuì il “fattaccio” al clan Misso.

In occasione del fallimento, della C1 e dell’imprevista “discesa in campo” del duo De Laurentiis – Marino (anno di grazia 2004 e seguenti) gli sfumati ricordi ci riconducono a “Orgoglio partenopeo”, movimento che sosteneva l’acquisizione della società da parte di Luciano Gaucci, ai programmi tv autogestiti da capi ultrà borderline, ai petardi – avvertimenti del San Paolo, alle pressioni estorsive per il “lucroso commercio” (come lo definì un magistrato) dei biglietti omaggio, al punto che, dopo l’omicidio Raciti e la linea dura che ne seguì, un indagato ammise che “senza i biglietti, bisogna andare tutti a lavorare”.

La società per ora si difende con i risultati. La passione popolare fa da scudo alle losche manovre. Il redditometro dei calciatori, in tempo di crisi, fa da esca per lo scippo eguale per tutti. A Napoli come altrove. Solo coincidenze o solite ricorrenze?

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