Quando c’è di mezzo il petrolio.

Tre dipendenti della Saipem, uno dei quali italiano, sono stati rapiti ieri in Nigeria dopo un attacco armato a una piattaforma petrolifera a Port Harcourt.

L’italiano sequestrato si chiama Mario Pavesi, è un tecnico della ditta Sanco spa di Galliate (Novara) specializzata in impianti antincendio Sull’episodio, confermato in nottata dalla Farnesina, si conoscono solo pochi dettagli.

A Gennaio venne attaccata da un folto gruppo di uomini armati anche una istallazione petrolifera dell’Agip.

Nel mese di Maggio tre dipendenti dell’Eni, tra cui un italiano, furono rapiti. In questo caso la liberazione avvenne molto rapidamente.

A Luglio il quotidiano Guardian di Lagos ha riportato la notizia del sabotaggio di un oleodotto della Nigerian Agip Oil Company che avrebbe causato la perdita di 120.000 barili quotidiani. Lo riferì l’Ansa, che riportò anche di una smentita dell’Eni, che ammetteva solo un danneggiamento alla rete di raccolta di una struttura di collegamento stimando la soluzione del problema “a breve, con una perdita di materiale irrilevante”.

Gli attacchi, le violenze e i rapimenti, cresciuti di intensità nell’ultimo anno e mezzo e indirizzati contro le multinazionali del petrolio, tra cui anche le compagnie italiane hanno già prodotto, dal mese di febbraio, un calo di oltre un quarto della produzione petrolifera della Nigeria, ottavo maggiore esportatore di idrocarburi al mondo.

Meno se ne estrae, più sale il prezzo. Prima delle avventure belliche in Afghanistan e in Iraq il prezzo al barile era 22 dollari. Ora siamo vicini agli 80 dollari.

E’ per questo che fanno più notizia i turisti derubati che i tecnici italiani rapiti? Beh, buona giornata.

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