La deberlusconetion.

La proposta di legge del centrosinistra sul conflitto di interessi – che dovrebbe andare all’esame della commissione Affari costituzionali di Montecitorio dal 13 settembre – trova l’opposizione netta del centrodestra con, in primis, Renato Schifani che parla di legge contro Berlusconi – e la pronta reazione della maggioranza che rifiuta il bollino di “parzialità” in una materia alquanto delicata.

“Non conoscono neanche il disegno di legge e già dicono che non va bene”, dice Fassino. Giuliano Amato dice che la legge è nel programma dell’Unione quindi “deve essere fatta”.

Alfonso Pecoraro Scanio dice la nuova normativa è di stampo europeo, per cui: “le critiche della Cdl sono strumentali e dimostrano solo l’allergia di questa destra alle regole”.

Da parte sua Paolo Gentiloni dice: “Proporrò nelle prossime settimane, entro il mese di settembre, una modifica della legge Gasparri”. Il ministro per le Comunicazioni lo dice dalla platea della Festa dell’Udeur a Telese dove parla anche della legge sul conflitto d’interesse: “è una legge indispensabile -dice-, sarà una legge giusta. Non sbilanciata o persecutoria, ma severa e giusta”.

Fare una nuova legge sul sistema televisivo e fare finalmente una legge sul conflitto di interessi, questioni intrecciate che hanno rappresentato l’anomalia italiana in Europa è “oggettivamente” una passo decisivo verso la fine del berlusconismo.
L’attenzione si deve ora spostare sui contenuti delle due nuove normative e su i rispettivi iter parlamentari: è su quei terreni che si potrà giudicare il governo e la sua maggioranza.
Beh, buona giornata.

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