Poniamo fine a questa indecente danza macabra attorno al capezzale di Eluana Englaro.

Il padre di Eluana, Beppino Englaro, attraverso un comunicato stampa invita il premier e il capo dello Stato a visitare la figlia. Ecco il testo:

“Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento”. 

Il che dimostra che ministri e cardinali, con l’ausilio di commentatori da strapazzo hanno finora aperto bocca per sentito dire. E’ un atteggiamento “normale” in un paese che ha ridotto l’informazione a propaganda. E’ un fatto semplicemente ripugnante che lo scontro politico avvenga strumentalizzando, in modo sconcio, la vicenda umana di Eluana e di suo padre.

Abbiano il coraggio di dire pubblicamente, apertamente, senza nascondersi dietro dicerie, che il vero obiettivo dello scontro istituzionale  in atto è la modifica sostanziale della nostra democrazia parlamentare. La politica italiana con le sue schiere di mezze calzette  parlanti ci hanno abituato da tempo agli annunci e alle smentite. Anche oggi il premier accusa la lettera del capo dello Stato di essere a favore dell’eutanasia, per poi smentirlo neanche due ore dopo. Anche oggi il Papa allude a fatti che non conosce e che forse proprio non vuole conoscere. E’ già recentemente successo nella brutta vicenda del vescovo Williamson e le sue orribili teorie negazioniste dell’Olocausto degli ebrei. 

I confini del ruolo del capo del governo sono stati giustamente ricordati dalla lettera del Presidente Napolitano: fino a prova contraria, l’Italia è una democrazia parlamentare, la cui architettura costituzionale mal sopporta la continua decratazione d’urgenza. Tanto più se essa è un trucco per invalidare l’esecuzione di sentenze emesse dal Tribunale.

 I confini  di azione del capo dello Stato Vaticano non gli consentono ingerenze nella vita politica dello Stato italiano. I confini di iniziativa del capo spirituale della religione cattolica non gli consentono di invadere, neppure sui temi etici, il terreno della laicità dello Stato.

Se il presidente  della Repubblica ha “deluso” queste aspettative è solo e soltanto perché egli ha fatto il suo dovere di garante della Costituzione. E di questo, anche fosse solo per questo, tutti i cittadini italiani non possono che essergli grati .  

Adesso, però basta. La pantomina della trasformazione di un decreto legge in un disegno di legge da far discutere a tappe forzate dal Parlamento è un’ulteriore provocazione: la quarta carica dello Stato (il presidente del consiglio) vuole imporre il suo volere alla seconda e alla terza carica dello Stato (i presidenti dei due rami del Parlamento) per prendersi una rivincita contro la prima carica dello Stato (il presidente della Repubblica).

Si ribellino a questa sudditanza i parlamentari della Repubblica, eletti democraticamente. Esercitino il loro mandato in piena autonomia dal potere esecutivo. Al Senato è già all’esame un testo di legge sul testamento biologico. Quella è la procedura corretta, quella è la via  maestra per un pronunciamento del Parlamento.

L’invito è esplicito: ponete fine a questa indecente danza macabra attorno al capezzale di Eluana Englaro. Restituite dignità di uomo e di padre a Beppino Englaro. Ma soprattutto, restituite i diritti costituzionali a Eluana e a Beppino: sono due cittadini della Repubblica Italiana, lo Stato ha il dovere di tutelarli. Beh, buona giornata. 

 

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