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La questione nucleare. Una tesi a favore.

da rispondeferrero.com, •Christian scrive:
28 gennaio 2010 alle 10:43

Caro Ferrero e cari tutti,
Mi scuso innanzitutto per il mio primo post un po’ aggressivo. Sono un Ingegnere Nucleare. Mi sono laureato in Ingegneria Energetica, studiando eolico e solare. Ho proseguito i mie studi negli stati uniti sulla fusione nucleare, son una tesi presso il MIT. Ho poi fatto un Master a UCLA e sto ora concludendo un dottorato all’Universita’ di Berkeley (tra le prime nel mondo per qualita’). Queste non sono proprio universita’ comuni, e conosco molto bene l’argomento nucleare e energie alternative. Sono un ricercatore e “un tecnico”. Premetto di non condividere nessuna delle politiche del governo Berlusconi e di non rispecchiarmi nella parte politica di berlusconi.

E’ vero che pero’ la politica nucleare non e’ sbagliata. Vi spieghero’ i motivi punto per punto e vi ringrazio se avrete la pazienza di seguirmi in questo post molto lungo. Spero anche che Ferrero possa seguirlo e avere la cortesia di rispondermi (con dati scientifici) non ideologicamente.
Allora innanzitutto dobbiamo chiarire che il referendum non dichiaravano la chiusura delle centrali, ne’ eliminavano la possibilita’ di costruirne nuove. Rendevano solo il quadro normativo piu’ difficile. I quesiti erano:

1. abolizione dell’intervento statale nel caso in cui un Comune non avesse concesso un sito per l’apertura di una centrale nucleare nel suo territorio

2. Veniva chiesta l’abrogazione dei contributi statali per gli enti locali per la presenza sui loro territori di centrali nucleari e di centrali a carbone

3. Veniva chiesta l’abrogazione della possibilità per l’Enel di partecipare all’estero alla costruzione di centrali nucleari.

Potete controllare questo su http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1987_in_Italia , ma anche http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_24/scheda_referendum_nucleare_6865d61c-02b2-11de-adb7-00144f02aabc.shtml

I quesiti dunque eliminavano i finanziamenti alle comunita’ vicino alle centrali e davano il potere ai sindaci di opporsi alla costruzione delle centrali. Ma niente avrebbe vietato la costruzione di nuove centrali con un evenetuale sindaco favorevole. Di conseguenza la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia non viola tecnicamente la volonta’ espressa dai cittadini col referendum. Le centrali furono poi messe in smantellamento dai governi Craxi e Andreotti, provocando una perdita di 50 miliardi di euro. Craxi prese poi tangente per la “riconversione” delle centrali nucleari. Oggi paghiamo ancora la penale all’enel per aver rotto il contratto, poiche’ non ha potuto produrre energia con le centrali costruite. Per paragone, in Svezia hanno avuto un referendum simile, ma hanno lasciato le centrali funzionare fino al loro naturale spegnimento proprio per non perdere i soldi della costruzione.

Vediamo ora le grandi critiche all’energia nucleare.
-Innanzitutto, ogni analisi economica sul nucleare include TUTTI i costi dall’estrazione dell’uranio, alla costruzione, allo smaltimento delle scorie. Questo perche’ le industrie devono pagare lo smaltimento delle scorie che e’ incluso nel costo di produzione, e soprattutto le industrie vogliono sapere esattamente quale sara’ il ritorno economico quindi i piani devono tener conto id tutto. In America, il nucleare e’ gestito esclusivamente dai privati che pagano i costi di costruzione, smantellamento e smaltimento scorie. Questi vogliono sapere esattamente dove andranno a finire, altrimenti non se ne fa nulla.

-Ma allora perche’ non si son costruite centrali negli ultimi anni? Per prima cosa, l’impatto delle politiche ambientaliste ha reso la costruzione assai meno accettabile dalla popolazione. Seconda cosa, le centrali a gas e olio sono piu’ facili da costruire, una volta raggiunto un 20% di energia da nucleare si e’ ritenuto che questo mix potesse essere sufficiente. Terzo fattore, le centrali durano per anni, le centrali negli USA hanno raggiunto i 40 anni di funzionamento e gli e’ stato dato il permesso per continuare a funzionare fino a 60 anni!! Le compagnie intanto parlano gia’ di potenziare i miglioramenti facendole durare fino a 80 anni! E’ per questo che l’investimento nel nucleare diventa conveniente, perche’ i costi di costruzione sono molti ma sono spalmati in un arco dai 40 agli 80 anni. Di solito, questi sono ammortizzati nell’arco di 15 anni, dopo i quali una centrale produce energia a basso costo.

-altra legittima domanda: l’uranio costa? Da dove viene? E per quanto bastera’? Innanzitutto si deve precisare che il costo dell’uranio incide sull’energia da nucleare solo per il 5-7%, il resto e’ dovuto ai costi di costruzione. Questo perche’ di uranio se ne consuma molto poco. In genere un reattore ha bisogno di un terzo di nuovo combustibile una volta ogni due anni! Inoltre, i maggiori produttori di uranio sono Canada e Australia, paesi amici e democratici, conseguentemente passare all’uranio eliminerebbe la corsa al petrolio nei paesei mediorientali. L’uranio si calcola basterebbe per 100 anni, ma il vero obiettivo non e’ andare tutto a uranio, ma produrre da nucleare un 30%, il che lo farebbe bastare per 300 anni. Inoltre, e’ gia’ commerciale la tecnologia per estrarre uranio dall’acqua di mare (l’acuqa di mare contiene piccole quantita’ di uranio) questo attualmente costa 3 volte l’uranio da miniera, ma considerando che l’uranio incide poco sul prezzo dell’energia nucleare, avremmo un aumento di questa pari solo al 10-20% in confronto alle centrali a gas e metano il cui prezzo energetico cresce in maniera diretta col costo del combustibile. Estrarre uranio dal mare equivale a usare una risorsa enorme e sempre disponibile.

-Chernobyl: l’incidente di Chernobyl e’ stao disastroso e credo sia la vergogna della pazzia e criminalita’ umana. Bisogna pero’ fare un po’ di informazione su questo. Innanzitutto la centrale era progettata con tecnolgia filo-russa che gia’ allora nell’europa occidentale era fuori legge per scarsa sicurezza. La notte dell’incidente i tecnici, assai inesperti, disattivarono tutti i sistemi di sicurezza per condurre test. Ora al di la’ della follia della disattivazione dei sistemi, e’ pura follia anche quella di condurre test in centrali di potenza funzionanti. La cosa che pero’ ha inciso di piu’ e’ che il reattore non era dotato di guscio di protezione. Ogni reattore ha un guscio esterno di protezione, che in caso anche del piu’ grave incidente possibile, tiene qualsiasi gas e radiazione all’interno della centrale, quindi la conseguenza di questo e’ che il peggior danno sia la non utlizzabilita’ della centrale. A Chernobyl per risparmiare non avevano fatto questo guscio (pazzi!) ma un soffitto del tipo di quello delle nostre case… Cosi’ i gas hanno sfondato il soffitto fuoriuscendo e contaminando l’area. Inoltre si era ai tempi dell’URSS, una dittatura che non ha avuto nessun interesse a proteggere i propri cittadini, li ha lasciati li’ per tre interi giorni nascondendo quel che era successo… Se fossero scappati subito, nel giro di poche ora, molti si sarebbero salvati. I danni da radiazione sono proporzionali a quanto si resta esposti…

– le energie rinnovabili: chiariamo subito non siamo indietro in questo settore. Andate su http://www.energy.eu il portale ufficiale dell’energia della UE e vi accorgerete che alla voce Renewables L’italia e’ la prima in Europa per idroelettrico e la terza per solare istallato e per eolico istallato! L’italia ha complessivamente piu’ eolico istallato della Danimarca! E la Danimarca riesce a raggiungere il 15-20% di produzione da eolico. Il fatto e’ che non si puo’ paragonare l’economia energetica della Danimarca un piccolo paese con quella dell’Italia, grande paese con grandi industrie manifatturiere. Se si vuole fare un paragone si deve paragonare l’Italia agli altri paesi del G8 e vi accorgerete che nessuno produce meno del 15-20% da nucleare.

-quale e’ la situazione del nucleare del mondo? Per chi lavora nel campo dal 2002 si parla di “rinascita del nucleare”. Perche’? beh sembra che il nucleare sia la scelta energetica di motti paesi: la Germania ha deciso di non chiudere le centrali, la Spagna di Zapatero ha appena prolungato il funzionamento delle centrali nucleari esistenti, la Francia sta costruendo nuovi reattori, UK ha in progetto la costruzione di 9 reattori, gli USA di 30 reattori, India e Cina una ventina a testa…E la Cina ha il piano ambizioso di costruirne 100. Obama che pur sta andando avanti molto sulle rinnovabili, ha detto che l’energia nucleare dovra’ passare dal 20% al 30% di produzione entro il 2030. Nucleare e rinnovabili non sono in competizione esse sono entrambe parte della soluzione, se davvero ci si vuole liberare dai combustibili fossili. Informazioni sulla politica dei paesi li trovate su http://www.world-nuclear.org cercando il nome del paese. Purtroppo sembra impossibile trovare informazioni scientifiche in italiano.

-ma le rinnovabili? Buona domanda. Allora se pensiamo che la CO2 sia il vero problema la risposta sono rinnovabili e nucleare. Innanzitutto e’ bene precisare che queste non sono in conflitto, non lo sono in nessun paese solo in italia piace metterle l’uno contro l’altro… creando una battaglia che non ha senso. Innanzitutto credo che il nucleare non debba aver nessun finanziamento pubblico in USA e’ un mercato economico che non ha bisogno di soldi pubblici. L’eolico e solare sono finanziati molto dallo stato, altrimenti sono affari in perdita, guardate uno dei depliant per istallare i pannelli solari e controllate i contributi statali. Questo perche’ l’Italia non e’ una zona ventosa tranne forse sardegna e sicilia e l’eolico produce molto poco…Il solare e’ costoso circa tre volte il nucleare (si veda su internet “the MIT study on nuclear power”) perche’ gli impianti durano solo 20 anni e l’efficienza si aggira sul 17-20% e di notte non produce…Inoltre non si aspettano grandi progressi o diminuzioni di costi perche’ la tecnolgia e’ ormai matura. Insomma le rinnovabili hanno grandi possibilita’ di sviluppo su scala piccola e locale. Si puo’ pensare di mandare una casa a solare, ma non certo un industria come la FIAT. Nelle migliore previsioni dei tecnici le rinnovabili potrebbero raggiungere un 15% in un paese sviluppato e di grande popolazione.

-terza, quarta generazione? Allora chiarifichiamo una volta per tutte la quarte generazione non esiste! Ci sto lavorando anch’io su questi progetti. La quarta generazione sara’ forse commerciale nel 2040. Quindi vuol dire che in questi 30 anni possiamo usare la terza, o per la verita’ il suo avanzamento la 3+. I reattori 3+ sono sostanzialmente due: la tecnologia francese EPR, e l’americana-giapponese AP1000. EPR e’ quello che vorrebbero costruire in Italia, si tratta dle top della tecnologia che e’ possibile costruire oggi.

-danni alla salute: le centrali nucleari sono studiate per non emettere radiazioni sulle abitazioni circostanti, sono completamente schermate per tale scopo. C’e’ anche da ricordare che la radiazione per fare danni deve essere significativa, almeno deve essere paragonabile alla radiazioni di background cioe’ quella che il terreno sprigiona normalmente. Questa non e’ uguale in tutto il territorio, ad esempio nel viterbese e’ 4 volte superiore alla media, e in India 50 volte superiore all’Italia, senza che questo abbia effetti sulla popolazione. Ora ci sarebbe da preoccuparsi invece delle malattie respiratorie dovute alla centrali a olio, ma soprattutto delle emissioni delle centrali a carbone (che in italia producono il 16% dell’energia). Il carbone bruciando contiene particelle di uranio che bruciando immette nell’aria dando una radioattivita’ non trascurabile alla popolazione. Si veda a tal proposito http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=coal-ash-is-more-radioactive-than-nuclear-waste su Scientific American. Ma perche’ nessun ambientalista si scaglia contro il carbone? O fa un referendum contro le centrali a carbone? Mistero…

-Domanda finale: le scorie? Ecco questo puo’ il problema sul quale discutere seriamnete sul nucleare. Allora innanzitutto cerchiamo di quantificarle. Se usiamo il riciclaggio delle scorie come fanno in Francia una centrale da 1000MW produce circa 1 metro cubo di scorie da paragonare con 2000 milioni di tonnellate di CO2 per la stessa produzione di energia. Dove le mettiamo? Negli USA le stanno mettendo in depositi salini. Questi depositi slaini sono stati stabili per 250 milioni di anni. Se le scorie vengono interrate in questi depositi, resteranno confinate dal peso del sale intorno e sono confinate al sicuro. Per avere un’idea si puo’ guardare il video (in inglese) del deposito di scorie tarnsuraniche USA: http://www.wipp.energy.gov/general/general_information.htm

Spero di avervi dato un quadro piu’ completo e spero di ricevere domande e interesse, senza usare ideologia contro il nucleare, potete contattarmi su christiandis@yahoo.it
(beh, buona giornata)

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