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La birra fa fare pipì ecologica.

Lo so, lo so che lo sanno tutti che la birra è diuretica. Quello che non sapevo è che la birra diminuisce il contenuto salino nelle urine. Come lo so? Lo hanno detto gli esperti dell’università di agronomia di Vienna, che hanno lanciato un allarme inquinamento da urina a Euro 2008 in Austria.

Gli esperti temono infatti danni per alberi e cespugli nelle zone frequentate dai tifosi che potrebbero cercare di evitare le file davanti alle toilette pubbliche e urinare nel verde.

Secondo gli esimi scienziati della pipì, il ‘problema delle acque gialle’ riguarda soprattutto la cosiddetta ‘fan-zone’ di Vienna, un’area con maxi-schermi e gastronomia lungo il ‘Ring’, lo storico viale verde che delimita il centro, dove sono attesi 70.000 tifosi per ogni partita.

Grazie ai loro studi, apprendiamo che l’urina umana di per sé non è velenosa per le piante, ma il sale in essa contenuto potrebbe costituire una vera minaccia per gli ippocastani ultracentenari che punteggiano il Ring, ma anche per l’erba, i fiori e altre piante storiche dei giardinetti dell’area che sarà frequentata dai tifosi, perché la loro abbondante pipì potrebbe ostacolare l’assorbimento di acqua dal terreno.

È a questo punto che fa il suo ingresso la buona notizia: il consumo abbondante di birra diminuisce il contenuto salino nell’urina. Dunque, ora che lo sapete, potete farla fuori senza problemi ecologici. Ah, che sollievo.

A parte ogni altra considerazione di ordine pubblico, tipo quelle cose che hanno a che vedere con la buona educazione, il pudore, per non dire il convitato di pietra dell’epoca moderna, vale a dire il buon senso, questa straordinaria scoperta degli ineffabili esperti viennesi significa almeno un paio di cose: la prima è che sarebbe meglio aumentare il numero di vespasiani; la seconda è che sarebbe meglio aumentare la vendita e il consumo di birra.

La cosa di per sé fa scompisciare dal ridere. Però, è una buona opportunità per le marche di birra a Euro 2008, i campionati europei di calcio. O no?! Beh, buona giornata.

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Natura

Ma guarda un Po.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al provvedimento per lo stato di emergenza per la siccità nel fiume Po. Lo annuncia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta, parlando di una ‘cabina di regia che consentirà l’attivazione delle riserve idriche per fare fronte all’emergenza’.

A che serve una cabina di regia? Il motivo per cui il Po è secco è tutta colpa della Lega e dei suoi grotteschi riti celtici, con tanto di ampolla. Un’ampolla oggi una domani, ecco che il Po è rimasto a secco. In verità è rimasta a secco di voti pure la Lega: il Po si deve essere stufato di essere considerato il confine tra la Padania e il resto del mondo.

Anzi, il Po si è anche stufato di essere un neologismo geografico per dare il nome a un territorio che esiste solo nei brutti sogni di Bossi, di Castelli e di Calderoli, menti inquinate e aride proprio come il fiume più lungo d’Italia.

Quanto alla moda delle cabine di regia, questo film lo abbiamo già visto: è brutto, recitato male e non produce successi, né di pubblico né di critica. Beh, buona giornata.

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Natura

Il problema era a monte o a valle?

Il problema dell’inquinamento da rifiuti urbani solidi è a monte o a valle? Per il momento è a monte: infatti, secondo quanto si apprende è italiano l’innovativo sistema di smaltimento che ridurrà drasticamente il problema ambientale dell’Himalaya.

Il progetto Earth, tutto made in Italy, opera in totale assenza di energia elettrica e di ossigeno ed è stato presentato da Actelios, società del gruppo Falck leader nel settore dell’energia da fonti rinnovabili e dal comitato Ev-K2-Cnr.

Earth consentirà il completo smaltimento dei rifiuti prodotti durante un’intera stagione turistica. Adesso che abbiamo capito come si può fare, forse è meglio farlo anche a casa nostra.

Insomma: il problema che era a monte (Himalaya) lo si può risolvere anche a valle (le colline e pianure nostrane, dal nord al sud del nostro Paese). Tanto più che la tecnologia è italiana.

Ne avrebbe grande giovamento il nostro sistema ambientale, ma anche la pubblicità, per esempio del Conai, il consorzio per il recupero degli imballaggi, cioè di quello che buttiamo.

Così, invece che dire ai cittadini quello che non devono fare, gli si potrà raccontare quello che si fa, per vivere meglio, con meno immondizie tra i piedi e una prospettiva concreta di riciclaggio nella mente. Beh, buona giornata.

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Natura

Napoli piange, Milano non ride.

Legambiente, la famosa organizzazione ambientalista boccia l’Italia, senza appello. Napoli per rifiuti e trasporti. Milano per smog e polveri sottili. Molte altre città italiane sono decisamente lontane dagli standard europei. Ultime in classifica. Il dato emerge dal primo identikit ambientale delle metropoli della Unione europea a 25, “Ecosistema Urbano Europa”, messo a punto da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia.

Stando a questi numeri, Napoli risulta la città più insostenibile d’Europa. Il capoluogo partenopeo è in coda per tutti i parametri presi in considerazione dalla ricerca, dalla raccolta differenziata (solo il 5% del totale) alle gravi inefficienze nel trasporto pubblico e alla depurazione delle acque. Qui le isole pedonali e le piste ciclabili restano un miraggio.

Ma non sta certo meglio Milano, al penultimo posto della classifica. Il capoluogo lombardo risulta addirittura il peggiore del continente per lo smog e per le polveri sottili ed è secondo solo a Parigi quanto ai livelli di ozono. Al quintultimo posto troviamo Roma, con parametri negativi riguardo lo smog e i rifiuti, ma si salva nel trasporto pubblico e sull’energia solare.

In un paese così arretrato dal punto di vista ambientale, non vi sembra che anche andare a fare shopping rischia di essere un rischio per la salute? Hai voglia a fare pubblicità: qui se non cambia l’aria, che volete che aria tiri per i consumi.

Beh, buona giornata.

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