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La quarta crisi: Rcs a -17,7%.

(fonte: corriere.it)
Via a misure strutturali incisive per contenere i costi in casa Rcs. Il Consiglio di amministrazione del gruppo Rcs ha approvato infatti «una impegnativa e incisiva serie di misure strutturali» per «adeguare le dinamiche dei costi dell’intero gruppo all’attuale situazione di grave deterioramento ma anche di assoluta non visibilità dell’andamento dei mercati, specie pubblicitari e delle loro prospettive». È quanto si legge nel comunicato diffuso proprio al termine del consiglio di amministrazione di Rcs che si è riunito per approvare il bilancio della trimestrale. «Il programma di azioni di Rcs – scrive ancora la casa editrice del Corriere della Sera – assume come presupposto i trend negativi della pubblicità, la contrazione delle diffusioni e dei collaterali. Il progetto assume altresì, come presupposto, il mantenimento delle linee strategiche della multimedialità integrata e dell’accelerazione dei ricavi digitali, riparametrati al relativo e più contenuto tasso di crescita. Con queste fondamentali premesse, lo schema di interventi elaborato punta a definire, oltre alla prosecuzione delle misure già avviate nella seconda parte del 2008, una struttura dei costi che possa essere sostenibile con il forte decremento dei ricavi, come sopra indicato, puntando a raggiungere nell’anno a regime, ed anche in assenza di ripresa dei ricavi, quel livello di marginalità dal quale sviluppare adeguate risorse per i nuovi modelli di business ed una sempre maggiore valorizzazione delle proprie testate e delle attività di Gruppo. Solo con questa serie di significative azioni Rcs MediaGroup potrà fronteggiare il perdurare dell’attuale situazione congiunturale».

LE MISURE – «Le misure, strutturali e permanenti, – prosegue il comunicato di Rcs – riguarderanno trasversalmente tutte le società del Gruppo (ad esclusione di Dada), sia in Italia sia all’estero, per una manovra complessiva superiore a 200 milioni di euro, comprensivi di tutte le voci rilevanti, inclusa quella relativa al costo del lavoro. Si stima che il piano, che sarà attivato fin da subito, possa produrre compiutamente i suoi effetti definitivi, in assenza – ovviamente – di ulteriori deterioramenti della situazione di mercato e di fatti al momento non prevedibili, nell’arco ipotizzabile di 24 mesi. Gli oneri straordinari connessi alla sua attuazione graveranno in massima parte sull’esercizio in corso, che, pertanto, vedrà un risultato significativamente negativo, mentre l’esercizio 2010 potrà già beneficiare di gran parte degli effetti attesi.

IL BILANCIO – Rcs MediaGroup ha chiuso il primo trimestre dell’anno con una perdita netta 40,7 milioni di euro, che si confronta con un risultato negativo per 18,6 milioni al 31 marzo 2008. I ricavi netti consolidati sono scesi del 17,7% a 514,9 milioni di euro, i ricavi pubblicitari del 30,2% a 155 milioni.
I ricavi pubblicitari di Gruppo risentono, in particolare, del forte calo della raccolta dell’area Quotidiani Spagna, solo in minima parte compensato dalla crescita dell’online e del mezzo televisivo. In Italia, i ricavi delle aree Quotidiani e Periodici risultano sostanzialmente in linea con i mercati di riferimento. I ricavi diffusionali si attestano a 297,4 milioni, rispetto ai 337,8 milioni del pari periodo 2008 (-12%), principalmente per i minori ricavi dell’area Libri, per effetto della programmata e progressiva riduzione dei lanci di opere collezionabili in Italia ed all’estero. I ricavi editoriali diversi passano da 65,5 a 62,5 milioni (-4,6%).

ORGANICO – L’organico medio al 31 marzo 2009 si riduce a 6.550 unità, rispetto alle 6.682 (al netto delle attività destinate alla dismissione) del primo trimestre 2008, grazie alle efficienze realizzate in tutte le aree del Gruppo, e nonostante le variazioni di perimetro e i nuovi ingressi nell’ambito dello sviluppo del gruppo Dada e dei new media.

QUOTIDIANI ITALIAE SITI INTERNET – L’area Quotidiani Italia registra ricavi pari a 149,4 milioni (170 milioni nel pari periodo 2008). I ricavi pubblicitari, che si contraggono del 22,8%, riflettono la generalizzata flessione del mercato riguardante tutti i mezzi, solo parzialmente bilanciata dalla positiva raccolta del comparto online, che continua ad essere in crescita, anche se in misura minore rispetto al primo trimestre 2008. In particolare, il comparto internet del sistema multimediale legato al Corriere della Sera registra un incremento del 23,9%, con tassi superiori alle medie di mercato, e quello de La Gazzetta dello Sport è in linea rispetto allo stesso trimestre 2008. I ricavi diffusionali, che segnalano una flessione del 4,3%, riflettono la comune crisi delle diffusioni. I prodotti collaterali sono sostanzialmente in linea con l’analogo periodo dell’esercizio precedente. Nel primo trimestre 2009 Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, pur risentendo della crisi delle diffusioni che ha colpito tutto il mercato, mantengono la leadership nei settori di riferimento rispettivamente con 585.000 (-10,4%, anche per la riduzione di copie promozionali scarsamente remunerative) e 335.000 (-5,9%) copie medie giornaliere. Nel mese di marzo, i siti online Corriere.it e Gazzetta.it hanno registrato nuovi record di accessi, rispettivamente con 13 e 7,8 milioni di lettori unici mese (+15% e + 27%). . Il Corriere della Sera, dallo scorso mese di marzo, è il primo quotidiano italiano presente su Kindle 2, il lettore palmare di libri elettronici di Amazon, disponibile ora negli Stati Uniti e, dal 2010, in Europa. (Beh, buona giornata).

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Di Marco Ferri

Marco Ferri è copywriter, autore e saggista, si occupa di comunicazione commerciale, istituzionale e politica.

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