Il cavaliere triste e maleducato.

di Mario Ajello-ilmessaggero.it

Annoiato. Un po’ triste. Non acclamato dalla folla che assiste insieme a lui alla parata (solo qualche applauso e qualche fischio). Molto evitato da Fini, che lui a sua volta evita clamorosamente. Poco chiacchierone con Napolitano il quale, se non freddezza, sembra dimostrargli una lieve distanza. E scarsamente protocollare con re Juan Carlos. Infatti Berlusconi, non sapendo che i sovrani non si possono toccare se non quando sono loro a concederti il tocco, va a dare una bottarella amichevole sull’avambraccio al monarca spagnolo e gli dice: «Come sta il suo ginocchio?» (che di recente era acciaccato). Quello gli risponde con mezza parola e poi Napolitano gli fa la ramanzina: «Silvio, non ci si comporta così con i re».

Con la regina Elisabetta, quando quasi le saltò sopra le spalle per superarla e andare ad omaggiare il presidente americano gridando «Mister Obama, Mister Obamaaaa!!!!», Berlusconi fece di peggio, ma vabbè. Stavolta è poco ispirato. A un certo punto, in tribuna, addirittura s’addormenta mentre sfilano le truppe. E neppure la riapparizione sui Fori Imperiali della crocerossina dello scorso anno – quella bella signora in camice bianco che marciò insieme ai soldati alla parata 2010 e lui le dedicò una plateale smorfia di ammirazione maschile – riesce a destare il Don Giovanni brianzolo dalla sua pennica sotto il sole. Tocca preoccuparsi? (Beh, buona giornata).

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