I fotogrammi mancanti dallo spot Fiat.

Marchionne, amministratore delegato di Fiat Auto si è vantano di essere stato artefice e creativo dello spot pubblicitario per il lancio della nuova 500.

E’ stata un’occasione per suggellare il rilancio di tutta l’azienda automobilistica italiana.

Tutto bene se non avessimo appreso che la nuova 500 viene prodotta in Polonia e in Slovenia. Se non avessimo appreso che gli operai polacchi e sloveni guadagno 380 euro al mese. E che se volessero comprare una delle vetture che sono il nuovo orgoglio del made in Italy dovrebbero lavorare due anni e mezzo (trenta mesi in totale apnea, cioè senza spendere un euro di quello che guadagnano).

“Appartiene a tutti noi”, dice lo spot di Marchionne. Mai la pubblicità fu più veriteria: a tutti noi appartiene una stile di vita e di consumi che ci fa apprezzare il frutto del basso costo del lavoro degli altri, gli alti profitti dei più forti.

Mentre ci sgrugnamo su pensioni e scaloni, scopriamo che un metalmeccanico polacco o sloveno prende meno della più bassa delle nostre pensioni sociali.

Viva l’euro, viva l’Europa: “appartiene a tutti noi”. Beh, buona giornata.

Share this nice post:
Share this nice post:
Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
Share

Una replica a “I fotogrammi mancanti dallo spot Fiat.”

  1. BRUNO ha detto:

    Oggi, in una società sempre più vuota, dove i valori sono spariti, ed anzi quasi avvertiti con un senso di colpa, anche il linguaggio pubblicitario sta cambiando decisamente volto, ed assumendo l’ aspetto “perfido” di chi, ben consapevole di questo vuoto, si pone esso stesso quale “ideale totalizzante”, quale riempitivo esistenziale, quale “Assoluto”, “Religione”, “Dio” …

    Vediamo lo spot, moralmente “disgustoso”, della nuova 500 …

    Niente nudi facili, niente pornografia, per carità, non è con un’ interpretazione bigotta che va inteso quel mio aggettivo “disgustoso”: no, semplicemente è disgustoso il meccanismo di identificazione col quale vengono associati ai valori “morali” più alti ( richiamati dalle figure di personaggi carismatici, ai quali l’ inconscio collettivo associa immediatamente un valore di “positività” ) il valore del più prosaico possesso di una bene …

    Ma fin qui saremmo ancora nella prassi, e nella decenza …

    Dove la prassi e la decenza sono superate ( in un modo secondo me che va se non altro moralmente combattuto ) è che si associno alle immagini di Falcone e Borsellino, della strage di Piazza Fontana e di Capaci, l’ immagine di un prodotto che si vuol in questo modo ricordare essere “proletario”, anzi un prodotto dotato di un’ “Anima”, un’ anima portatrice di quegli stessi altissimi valori di sdegno e sete di Giustizia, potremmo anche dire con un’ anima ideologica vagamente di sinistra …

    Un prodotto, ricordiamolo, costruito esternalizzandone la produzione, costruito sfruttando le più spietate regole economiche della Globalizzazione, regole appoggiate e perseguite in pieno da questo governo …

    Bruno

Rispondi


Share
Archivio
Tematiche
Cerca
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: