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Il G8 a L’Aquila: “fantasia al potere”? “Follia positiva”?

di Eugenio Scalfari- La Repubblica

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C’è un freschissimo esempio della “fantasia al potere” o meglio della “follia positiva” stando all’autodefinizione che ne ha dato lo stesso nostro premier, ed è il trasferimento del G8 che avrà luogo nel prossimo luglio dall’isola della Maddalena alla scuola degli allievi ufficiali dell’Aquila. Un colpo di scena suggerito da Bertolaso, sottosegretario alla Protezione civile e ai Grandi eventi e fatto proprio da Berlusconi con entusiasmo all’insaputa dello stesso governo da lui presieduto.

Le motivazioni di questo “coup de théâtre” sono quattro: le minori spese, il desiderio di mettere i potenti della terra a diretto contatto con una catastrofe naturale, la possibilità di elevare il caso Abruzzo dal livello nazionale a quello mondiale, la maggiore sicurezza del “meeting” tra le montagne abruzzesi rispetto alle sedi navali che l’avrebbero ospitato alla Maddalena.

È sufficiente un sommario esame per capire che si tratta di motivazioni infondate.

Le spese per realizzare il G8 alla Maddalena sono state tutte in grandissima parte già fatte (anche se ancora debbono essere pagate). Gli impianti previsti saranno comunque portati a termine. Nessun risparmio da questa parte sarà dunque realizzato. Il grande albergo a cinque stelle costruito nell’isola sarda resterà come una delle tante cattedrali nel deserto, di sperpero del denaro pubblico e di cementificazione di uno degli arcipelaghi più belli d’Europa. Il risparmio sulle spese navali rispetto a quelle aquilane sarà minimo, invece delle navi alla fonda bisognerà mobilitare una flotta di elicotteri che faccia la spola tra Roma e l’Aquila.

I potenti della terra hanno purtroppo larga esperienza di catastrofi naturali, in Giappone, in Louisiana, in Florida, in California, in Russia, in India, in Cina, in Turchia. Insomma nel mondo intero.

Portare il caso Abruzzo all’attenzione del mondo affinché dia una mano per risolverlo è risibile. C’è l’intero continente africano che è di per sé una catastrofe, per citare un solo caso tra tanti.

La sicurezza contro i No Global. Non metteranno piede all’Aquila, l’hanno già detto. Ma faranno altrove le loro prove. Speriamo vivamente che siano prove puramente dimostrative. Se comunque, come scopre ora Bertolaso, garantire sicurezza alla Maddalena era un compito così arduo, ci si domanda adesso perché fu scelta quella località.

Forse Bertolaso ha troppe cose da fare: la protezione contro le catastrofi, i rifiuti dell’immondizia, la progettazione ed esecuzione dei grandi eventi. Il tutto non solo sulle sue spalle ma sulle strutture della Protezione civile. Che non stia nascendo, sotto la leadership politica di Berlusconi, una leadership tecnocratica di Bertolaso? Non credo che i vertici negli altri paesi siano affidati alla Protezione civile. Li curano i ministri dell’Interno, i Servizi di sicurezza, le forze della sicurezza pubblica. Che c’entra la Protezione civile? I pompieri che ne costituiscono l’ossatura?

Bertolaso, racconta il generale della Finanza, Lisi, che lo vede lavorare nella sua scuola, “lavora notte e giorno, non dorme, è una fucina di iniziative, non è un uomo ma un miracolo”.

Forse se si concentrasse su uno solo dei suoi tanti compiti eviterebbe alcune disfunzioni che stanno emergendo in questi giorni e che i terremotati vivono sulla loro pelle.

No, neanche Bertolaso è infallibile. Quanto ai miracoli, beati i paesi che sanno farne a meno. (Beh, buona giornata).

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Il G8 dalla Sardegna all’Abruzzo: “una lacerazione di un patto che il Pdl e il suo leader hanno stretto con la grande maggioranza degli elettori sardi.”

G8 a L’Aquila/ Sardegna delusa, divisioni nel Pdl di Viola Contursi (Scuola superiore di Giornalismo Luiss) da blitzquotidiano.it

Si agitano le acque nel Pdl sardo. La decisione di Silvio Berlusconi di spostare il G8 dalla Maddalena a L’Aquila, sta creando qualche problema all’interno della maggioranza. Almeno per quanto riguarda quella sarda, la cui immagine potrebbe essere danneggiata agli occhi degli elettori che l’hanno da poco scelta. Il Cavaliere, infatti, ha fatto le cose di fretta e ha annunciato questo cambiamento senza prima consultare nessuno, neppure il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, che a caldo ha sottolineato i gravi «problemi di natura tecnica», assicurando dopo poche ore che «prevarrà comunque il sentimento di solidarietà» per le popolazioni vittime del terremoto.

Alla delusione di quanti hanno appreso la notizia con sconforto, il premier ha risposto promettendo «che l’isola della Maddalena potrà ospitare in autunno un summit sull’ambiente» per cui il Cavaliere avrebbe già preso «contatti con il presidente americano Obama». Una magra consolazione che se non ha convinto gli esponenti dell’opposizione ha però spinto molti esponenti del Pdl sardo ad adeguarsi alla scelta del Consiglio dei Ministri. Tutti tranne uno: il senatore Piergiorgio Massidda che ha bollato come «incomprensibile» la decisione del governo e ha avvertito come questa potrebbe essere colta dai sardi come una «abiura a una parola data» e portare a «una lacerazione di un patto che il Pdl e il suo leader hanno stretto con la grande maggioranza degli elettori sardi».

È previsto per venerdì l’incontro a Roma tra il presidente della Regione Sardegna e Berlusconi per chiarire tutti i dubbi sul caso e per allontanare quella «preoccupazione» e quel «forte stupore» che Cappellacci ha espresso su questo «fatto improvviso, importante e inopinato». (Beh, buona giornata).

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