Categorie
Cultura Politica Potere

3DNews/Venezia, la caduta di Pol sPot.

Galan ritira la nomina del presidente dell’ Auditel Malgara a capo dell’Ente Biennale

Alla fine, non ce l’ha fatta nemmeno stavolta, Giulio Malgara. Galan lo voleva a tutti i costi al posto di Paolo Baratta come presidente della Biennale di Venezia. Prima lo ha rallentato una straordinaria raccolta di firme , promossa da La Nuova Venezia, di cittadini e personalità di tutto il mondo della cultura, che non volevano trovarsi PolsPot – il pasdaran della pubblicità – alla testa di uno degli enti culturali più prestigiosi del mondo. Poi tutte le opposizioni al completo , che ne hanno stoppato la ratifica della nomina in commissione Senato.

Il colpo di grazia gliel’ha dato la crisi della maggioranza che ha impedito alla Commissione Cultura della Camera di esprimere un parere entro i previsti 60 giorni. “ Lui dice che si è ritirato, e Galan che avrebbe potuto comunque nominarlo lo stesso ma la verità è che non sono stati capaci di riunire la Commissione competente entro i 60 giorni chiesti dalla legge – dice Beppe Giulietti, uno degli animatori della battaglia parlamentare – e siccome è vero che il parere non è vincolante ma deve essere espresso obbligatoriamente, la verità è che si sono ingarbugliati nella loro crisi ”.

Dall’altra sponda, a Palazzo Madama, Vincenzo Vita, uno dei protagonisti della battaglia, aggiunge :
“Bene, si è evitata una brutta storia, quale sarebbe stato l’ingresso alla Biennale di Venezia del contestatissimo Giulio Malgara. Non c’è neanche bisogno di ricordare che è stata una candidatura impropria, inopportuna e figlia della spregiudicata stagione berlusconiana. Prendiamo atto con soddisfazione che l’opposizione aspra in Parlamento , supportata da una straordinaria mobilitazione della mondo della cultura, ha portato a un ripensamento. Ci auguriamo che il nuovo governo voglia dare la conferma dell’attuale presidente e del gruppo dirigente della Biennale. Ora, naturalmente, continuiamo a vigilare”.

°Rispettando le agitazioni sindacali in atto al quotidiano TERRA, questa settimana 3D uscirà solo sul web. Saremo in rete sui siti www.3dnews.it, www.ildiariodilosolo.com, www.marco-ferri.com a partire dalle 24 di oggi.

3DNews, Settimanale di Cultura, Spettacolo e Comunicazione
Inserto allegato al quotidiano Terra. Ideato e diretto da Giulio Gargia.
In redazione: Arianna L’Abbate – Webmaster: Filippo Martorana.

(Beh, buona giornata).

Share
Categorie
business Cultura Politica Potere pubblicato su 3DNews, Pubblicità e mass media

La nomina di Malgara alla Biennale di Venezia fa acqua da tutte le parti.

Questa storia della nomina di Giulio Malgara a futuro nuovo presidente della Biennale di Venezia ha tutta l’aria di essere un pretesto per scatenare una baruffa chioggiotta.

Malgara e la cultura non sono esattamente come due piselli in un baccello. Uomo di marketing, imprenditore di varie imprese, per oltre un ventennio capo indiscusso dell’Upa (l’associazione delle aziende che investono in pubblicità), presidente a vita di Auditel, Malgara è stato un fedelissimo del Berlusconi tycoon della tv commerciale, per poi diventare anche e soprattutto, un membro dell’entourage del Cavaliere sceso in campo. Malgara è uno degli uomini che ha contribuito a convincere gli imprenditori italiani a investire nella pubblicità televisiva, nella tv commerciale innanzi tutto.

Chi lo ha conosciuto quando era in servizio permanente effettivo come “cliente” delle agenzie di pubblicità ne ricorda il pragmatismo, la distanza stellare da sofismi comunicazionali: pretendeva approcci basici, di pancia, per lui la pubblicità era un business, mica tanti intellettualismi. Difficile pensarlo alle prese con l’impalpabilità dei significati artistici, con i dibattiti culturali, con le scuole e le correnti di pensiero. Lo si è visto subito: alle polemiche sulla sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo di presidente di una delle più prestigiose istituzioni culturali del mondo, Malgara ha risposto alla Malgara: io di arte ci capisco, a casa ho ci ho pure tre o quattro quadri di valore.

Anche la difesa d’ufficio di Sgarbi, che sostiene la tesi dell’alternanza politica delle nomine, per cui sarebbe logico che a un presidente nominato dal centro sinistra ne segua uno nominato dall’attuale governo, anche questo suona strano: è vero che Sgarbi è un valletto di corte, ma questi argomenti suonano meglio in bocca a un sottosegretario qualsiasi che sulle labbra di una che ha la lingua come una saetta incandescente.

Galan, veneto come Malgara, quasi ex collega, essendo stato un funzionario di spicco di Publitalia, la concessionaria della pubblicità di Fininvest prima e di Mediaset poi, e proprio per questo un’altro che ha seguito il capo nella discesa in campo, neanche Galan è sembrato spendere più di tanto le sue doti di venditore per “portare a casa” la nomina di Malgara.

E mentre sale la protesta degli uomini di cultura e si schierano contro amministratori locali e i cittadini di Venezia; mentre i media cominciano a occuparsi della cosa con una certa frequenza, tanto da mettere in luce, per esempio, il silenzio assordante del presidente della Regione Veneto, il leghista Zaia; mentre si fa, magari ingiustamente, un bel po’ di ironia sulle capacità anche come manager di Malgara, arrivando a scomodare gli ultimi bilanci non proprio fantastici della Malgara Chiari e Forti; mentre tutto questo succede comincia a aleggiare il sospetto di un già visto. Il sospetto, cioè di una candidatura nata per essere bruciata al solo scopo di far posto a un’altro nome che all’ultimo momento spiazzi tutti.

Questo metodo è nelle abitudini di Berlusconi e dei berlusconisti. Malgara, poi, non sarebbe nuovo a prestarsi a questo gioco delle parti. Era già successo nel 2005, quando la sua nomina alla presidenza della Rai fu lanciata come si lancia il coniglietto di pezza nelle corse dei levrieri. Alla fine arrivò a sorpresa la nomina di Claudio Petruccioli, che inaugurò la stagione dei presidenti del.a Rai bolliti prima ancora di mettere la casseruola sul fuoco.

Insomma, questa baruffa chioggiotta attorno alla nomina di Malgara sembra proprio un ballon d’essai. Magari, alla fine ci diranno che era solo una semplice nomination. Il che apre un un altro capitolo, forse quello vero: chi vogliono piazzare davvero alla guida della Biennale di Venezia? Beh, buona giornata.

Share
Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: