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La “volontà di potenza” della destra italiana.

“Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale”, c’è scritto chiaro nel primo comma dell’art. 87 del Titolo II della Costituzione della Repubblica Italiana.

Rivendicare la scelta del prossimo candidato alla più alta carica della Stato tra gli appartenenti al centrodestra è uno sfregio alla Repubblica stessa.

È ignoranza, colpevole e arrogante, sulle prerogative che la Costituzione assegna al Capo dello Stato, significa molto semplicemente non la ricerca di un vero garante della Carta e della corretta applicazione di regole democratiche condivise, quanto piuttosto di una personalità utile e disponibile all’esercizio della supremazia di una parte del Parlamento sull’altra.

È inaccettabile sotto ogni profilo.

È una versione delirante di “volontà di potenza” che paradossalmente marca l’impotenza politica di chi non sa governare, vuole solo comandare.

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Di Marco Ferri

Marco Ferri è copywriter, autore e saggista, si occupa di comunicazione commerciale, istituzionale e politica.

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